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(Archimede dopo l'uso del cappello pensatore)
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Archimede Pitagorico (in originale Gyro Gearloose) è un personaggio immaginario dei fumetti e cartoni animati Disney.
Creato da Carl Barks sulle pagine di Walt Disney's Comics and Stories (vedi la voce I fumetti di Carl Barks), è un personaggio dalle fattezze di un gallo antropomorfo [1] (sebbene talvolta venga considerato piuttosto un'aquila), alto e con la capigliatura bionda, inventore pressoché a tutto campo: nelle intenzioni iniziali di Barks, queste erano le fattezze da destinare a Ciccio, aiutante di Nonna Papera, prima di perfezionarlo in un inguaribile divoratore di cibo. Inoltre è l'unico a conoscere l'identità segreta di Paperinik (al quale fornisce l'attrezzatura), salvo poi dimenticarla inghiottendo di sua spontanea volontà le caramelle CarCan, ovvero "Caramelle Cancellin" (che esordiscono in Paperinik alla riscossa, di Martina-Scarpa), che servono a cancellare la memoria recente di chi le ingerisce.
Indice |
Suo nonno Cacciavite Pitagorico e suo padre Fulton Pitagorico appaiono in pochissime storie.
Archimedes Pitagorikon (antico Egitto), pronipote del filosofo e matematico Pitagora di Samo.
McArchimed del clan Pitagorikon (Scozia del XIV secolo).
Archimede, che esordisce in Paperino e l'amuleto del cugino Gastone, edita in Italia sul 45 di Topolino, in USA sul 140 di Walt Disney's Comics and Stories del Maggio 1952 (col titolo di Gladstone's Terrible Secret), deve il suo nome molto probabilmente a Guido Martina, che volle omaggiare tanto il filosofo e matematico greco Pitagora, quanto il matematico e fisico siciliano Archimede. Questo, però, non è il primo nome assegnato al personaggio. Nelle prime traduzioni, infatti, venne nominato anche come Giro Rotalibera, Giro Prendingiro[senza fonte] e Giro Girolamo, più assonanti al nome originale, Gyro Gearloose.
Nelle storie di Barks innumerevoli sono le sue invenzioni, a volte assurde, a volte inutili, a volte avveniristiche, ma spesso con risvolti finali catastrofici. Le sue invenzioni sono, comunque, molto ricercate dagli abitanti di Paperopoli e soprattutto dall'illustre magnate Paperon de Paperoni, che cerca sempre di sfruttarne il genio senza doverlo pagare. Razzi spaziali, nasi elettronici per cercare tesori, dischi volanti personali: queste e molte altre ancora sono alcune delle invenzioni che Archimede (il nome con cui è preferibilmente chiamato dai suoi concittadini) realizza e vende nel suo laboratorio, dopo che per anni è andato in giro per le strade della città a vendere invenzioni di tutti i tipi su un carretto da venditore ambulante. È nipote di Cacciavite Pitagorico, amico e meccanico dello zio di Paperone Angus Manibuche de Paperoni, e figlio di Fulton, una delle prime Giovani Marmotte, corpo eco-militare fondato da Clinton Coot (alcuni anni più tardi un altro Pitagorico, Newton, nipote di Archimede, entra nel corpo delle GM).
La prima invenzione di cui si ha menzione sono le scatole pensanti in Paperino e la macchina soffiapensieri, mentre la sua prima invenzione ci viene raccontata da Don Rosa in La prima invenzione di Archimede Pitagorico: concepita come seguito di Paperino e il ventino fatale, oltre a raccontare la nascita di Edi, l'aiutante, ci informa che Archimede ha ereditato il laboratorio dal padre Fulton. Archie (così soprannominato dagli amici) dice che Edi è la sua prima vera invenzione, cioè utile.
Archimede vive in modo assai sobrio nella sua casa-laboratorio. Malgrado la sua genialità possa probabilmente consentirgli un'esistenza più agiata, non è interessato al denaro, ma solo e unicamente all'amore per la ricerca e le scoperte scientifiche. È comunque animato da un forte sentimento morale e talvolta rifiuta di accondiscendere a qualche richiesta spregiudicata di Paperon de Paperoni, che puntualmente cerca di ricorrere ai suoi servizi.
All'inizio, comunque, Archimede diventa protagonista di brevi storie che compaiono in appendice sugli antologici della Western: questo perché per ridurre le spese postali, gli editori sono costretti a realizzare storie con due o tre personaggi differenti per protagonisti. Barks, allora, realizza dei piccoli capolavori in cui spesso l'inventore interagisce solo ed esclusivamente con le sue macchine. Gli unici baloon presenti in questo tipo di storie, quindi, diventano solo quelli del pensiero dell'inventore, mentre sullo sfondo il suo aiutante Edi vive delle vicende parallele ed autonome.
In questa tradizione si inseriscono spesso molti autori dei giorni nostri: su tutti spiccano lo sceneggiatore Fabio Michelini e il già citato Don Rosa.
Anche altri artisti contemporanei di Barks si cimentano con l'inventore paperopolese: in particolare, con un look lievemente diverso rispetto alle origini (becco un po' più lungo e capelli ispidi), lo disegnano Phil de Lara nel 1954 (è lui a proporre il nuovo stile), Al Hubbard, G.B.Carpi (1955), Pier Lorenzo De Vita (1957). Questo look, usato anche da Barks in Gastone e la prova del lavoro, viene poi omaggiato da Giorgio Cavazzano nella storia Zio Paperone e l'uomo dei paperi (1992), scritta da Rudy Salvagnini. Quasi contemporaneamente alla coppia italiana (1993), riprende queste particolari fattezze, abbassandone un po' l'altezza, anche l'artista tedesco Mau Heymans.
Fa il suo esordio nei cartoni animati nel 1987 nella serie Duck Tales.
Ultimamente è stato protagonista di alcune storie e non più semplice comprimario delle storie di Paperinik o Paperone.
| Per approfondire, vedi le voci Edi e Newton Pitagorico. |
Compagno quasi inseparabile del simpatico personaggio è Edi, uno piccolo robot che non parla ma emette semplicemente dei bzzz ... bzzz (probabilmente in binario) il cui significato solo Archimede riesce a comprendere. Anche in questo caso il nome italiano dell'aiutante dell'inventore (in inglese chiamato semplicemente helper, aiutante, appunto) evoca, neppure troppo velatamente, la figura di Thomas Alva Edison, l'inventore delle lampadine.
A meno di non considerare Edi un parente, il più stretto che si conosce, oltre al padre Fulton, è il nipote Newton Pitagorico, ideato da Vic Lockman e Phil de Lara nel 1965 per alcune storie destinate al mercato estero. Pensato come una sorta di Archimede più piccolo, è un inventore in erba come lo zio, integrato molto bene nella vita di Paperopoli, tanto da far parte anche del corpo delle Giovani Marmotte.
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In più di una storia, gli autori hanno dotato Archimede di un alter ego, a volte buono, a volte malvagio.
Uno dei primi è lo Scherzomane, creato da Luciano Bottaro nella storia "Archimede e il signor Scherzo"[2]. In questa storia Archimede, con l'intento benevolo di eliminare la parte burlona della gente attraverso una sua invenzione (un po' come il Dottor Jekyll in Lo strano caso del dr. Jekyll e mr. Hyde), finisce, per colpa di Edi, trasformato dalla sua stessa creazione in un folle maniaco degli scherzi, che si divertirà alle spalle di Paperopoli, ma anche di Paperino, per circa un mese. Verrà catturato da Qui, Quo e Qua alla fine della storia: tornato in sé, il genio si scuserà e distruggerà la sua pericolosa invenzione.
Una storia analoga a quella dello Scherzomane, e sempre ispirata al tema del doppio, è "Paperinik e l'attacco di Archi-X" [3]: anche qui (stavolta per colpa di Paperino), un'invenzione rende malvagio il placido inventore, che di notte diventa un supercriminale chiamato Archi-X. "Ispirato" dal fatto che al momento della "trasformazione" Archimede stava pensando al problema della canicola, l'alter ego minaccia di congelare l'intera città, ma viene fermato in tempo da Paperinik.
Il cantante e compositore italiano Pino Donaggio ha dedicato una canzone al personaggio, intitolata appunto "Archimede Pitagorico". [4]