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Partito Democratico della Sinistra :

Partito Democratico della Sinistra

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Partito Democratico della Sinistra
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Partito politico italiano del passato
Leader storici Achille Occhetto, Massimo D'Alema
Periodo di attività 1991 - 1998
Sede Via delle Botteghe Oscure, Roma.
Coalizioni Alleanza dei Progressisti (1994), l'Ulivo (1996 - 1998)
Partito Europeo Confederazione dei Partiti Socialisti della Comunità Europea
Numero massimo di seggi alla Camera 107 (nel 1992)
Numero massimo di seggi al Senato 64 (nel 1992)
Numero massimo di seggi al Parlamento europeo 16 (nel 1994)
Organo ufficiale l'Unità

Il Partito Democratico della Sinistra (PDS) è stato un partito politico italiano di stampo post-comunista, fondato nel 1991, all'indomani dello scioglimento del Partito Comunista Italiano. In quell'occasione infatti, la maggior parte del partito decise di dare una svolta abbandonando la tradizione comunista per intraprendere il dialogo con le forze socialiste della sinistra europea ed italiana. Primo segretario ne è stato Achille Occhetto. Il suo simbolo era caratterizzato da una quercia con ai piedi l'emblema del PCI (bandiera rossa con stella, falce e martello sovrapposta alla bandiera italiana e la sigla "PCI"), seppur notevolmente rimpicciolito.

Dopo lo scioglimento del PCI, però, non tutti accettarono questa strada e l'ala sinistra e più radicale diede invece origine al Partito della Rifondazione Comunista, che si è fatto continuatore della tradizione euro-comunista.

Indice

[modifica] La "svolta della Bolognina"

Achille Occhetto
Achille Occhetto

Il 12 novembre 1989, tre giorni dopo la caduta del muro di Berlino, Achille Occhetto incontrò alcuni vecchi partigiani ed un paio di cronisti nella sezione della Bolognina, un quartiere popolare di Bologna, dove annunciò la necessità di intraprendere "strade nuove" e di trasformare "il partito in una cosa più grande e anche più bella".

Il percorso da seguire appassionò molto gli ex comunisti:

La cosiddetta "svolta della Bolognina" diede inizio al dibattito che portò alla fondazione del PDS, per trasformare il partito ed accogliere le istanze del socialismo europeo. Il Partito nacque dopo un Congresso molto combattuto, con tre mozioni ed una scissione finale. Alla fine passò la linea del Segretario e nacque il nuovo Partito. Questo, col beneplacito del PSI e di Bettino Craxi, aderì alla "Confederazione dei Partiti Socialisti della Comunità Europea" (che successivamente diverrà Partito del Socialismo Europeo) nonché all'Internazionale Socialista. Già al Congresso fondativo, però, si registrarono le prime difficoltà, visto che la ri-elezione di Achille Occhetto come Segretario avvenne alla seconda votazione, causa alcune assenze di troppo ed alcuni "franchi tiratori" (che secondo molti venivano dalle file miglioriste) durante la prima. Alle prime elezioni politiche a cui il PDS si presentò, inoltre, quelle del 1992, il PDS ottenne un risultato considerato deludente, col 16,1% dei voti, perdendo un buon 10% rispetto all'ultimo risultato del PCI, di cui poco più della metà furono "recuperati" da Rifondazione Comunista.

[modifica] Correnti interne

[modifica] I primi gruppi (1990-1994)

All'interno del primo Pds si riflessero sostanzialmente le medesime divisioni correntizie del Pci dalla seconda metà degli anni '80 in poi. Le correnti erano così riconducibili a tre:

[modifica] Le correnti del Pds

Solo dopo il Congresso del 1997, si autorizzò la costituzione di correnti organizzati:

[modifica] La nascita dei Progressisti e la sconfitta del 1994

Quando, nel 1992, la politica italiana fu sconvolta da Tangentopoli, il PDS fu meno coinvolto rispetto alla Dc e al Psi, ma non uscì pulito dalla vicenda, in quanto furono accertate varie responsabilità penali a carico di suoi aderenti risalenti al tempo del PCI. Lo stesso Achille Occhetto, primo Segretario del Pds, eletto dopo un primo tentativo andato a vuoto, fu condannato per finanziamenti illeciti a una società per metà italiana e per metà della Germania Orientale. Cento e oltre, come racconta Di Pietro ancora oggi, furono i prosciolti del PCI per prescrizione del reato. Il Pds si presentò dunque di fronte alle nuove vicende politiche del paese come un partito rinnovato, ma non come un partito nuovo, in quanto frutto di una svolta socialdemocratica, e non più comunista, del vecchio PCI.[senza fonte]fonti:www.repubblica.it, www.paura.it, www.corrieredellasera.it Nel successivo referendum per l'adozione del sistema elettorale maggioritario il Partito si schierò per il sì alla proposta, che prevalse. Alle elezioni amministrative del 1993, le prime con il nuovo sistema, il PDS apparve il Partito centrale del nuovo corso politico, dal momento che le coalizioni di sinistra, delle quali costituiva la forza principale, uscirono vittoriose in tutta Italia, e gli stessi voti del PDS aumentarono praticamente ovunque in maniera anche rilevante. Per le elezioni politiche del 1994, fu quindi promotore di una coalizione che univa le forze di sinistra chiamata "i Progressisti" (PDS, PRC, Verdi, Partito Socialista Italiano, Alleanza Democratica, La Rete ed altri), con l'obiettivo di conquistare il governo del Paese. Ma il risultato elettorale del 1994 vide, però, i Progressisti sconfitti dalla coalizione di centro-destra, ed Occhetto si dimise da Segretario del PDS.

[modifica] D'Alema segretario e l'ingresso nell'Ulivo

Massimo D'Alema
Massimo D'Alema

Dopo le dimissioni di Occhetto, si convocò il Consiglio Nazionale per eleggere il nuovo Segretario. Le candidature erano due, quella del Capogruppo alla Camera Massimo d'Alema, già Segretario della FGCI alla fine degli anni '70 e vice-Segretario del Partito dal 1987, fautore di un Partito che andasse sempre di più verso il modello dei Partiti Socialisti del resto d'Europa, e quella del direttore dell'Unità Walter Veltroni, già responsabile della propaganda del PCI negli anni '80, fautore di una linea da alcuni definita "kennediana", vista anche la storica ammirazione di Veltroni per l'ex Presidente USA. Veltroni, visto anche l'esito di un sondaggio nelle sezioni che l'aveva dato per preferito, appariva favorito, ma l'esito della votazione del Consiglio Nazionale fu invece favorevole a D'Alema, che divenne così il nuovo Segretario.

Nel 1995 il PDS fu promotore della fondazione della coalizione politica di centrosinistra denominata L'Ulivo (PDS, Partito Popolare Italiano, Rinnovamento Italiano, Verdi e altri). Questa coalizione politica, che vide per la prima volta insieme ex-democristiani ed ex-comunisti, si presentò alle Elezioni politiche del 1996, con un patto di desistenza con Rifondazione Comunista.

[modifica] La vittoria del 1996 e l'ingresso nel Governo

Le elezioni si conclusero con la vittoria del centrosinistra e con l'elezione del cattolico Romano Prodi alla carica di presidente del Consiglio.

Il PDS, nel '96, è il primo partito italiano, con quasi 8 milioni di voti e il 21,1% dell'elettorato.

Nel nuovo Governo il PDS era il Partito più rappresentato, con Walter Veltroni Vicepresidente del Consiglio, e molti ministeri-chiave. Questo Governo si contraddistinse per la definitiva adesione dell'Italia al progetto di moneta unica europea, l'euro. Non mancarono, tuttavia, momenti di tensione all'interno della maggioranza. D'Alema accusò a volte il Governo di "non rispondere alle aspettative della Sinistra italiana", e nel 1997 andrà in piazza ad un corteo organizzato dalla CGIL che contestava il piano del Governo sull'Occupazione, accusato di essere insufficiente. Lui stesso, tuttavia, al Congresso dello stesso anno, ebbe tensioni proprio con l'area del Partito più vicina alle posizioni del Sindacato. Il Congresso decise, con la condivisione di tutti, di portare avanti l'idea della "Cosa 2", una nuova forza politica che aggregasse il PDS ad altre forze di Sinistra per costruire una forza più grande della Sinistra Italiana.

[modifica] La nascita dei Democratici di Sinistra

La storia del PDS termina nel 1998, quando, sotto la guida di D'Alema, la "Cosa 2" viene definitivamente attuata, portando il partito a fondersi con altre forze della sinistra italiana. Di esse soltanto una proveniva dalla storia del comunismo (il Movimento dei Comunisti Unitari), mentre le altre erano di provenienza social-riformista (Federazione Laburista e associazione Riformatori per l'Europa), di provenienza laica (Sinistra Repubblicana) e perfino di provenienza e cultura cattolica (Movimento dei Cristiano Sociali). La fusione si concretizza con la convocazione degli "Stati generali della Sinistra". Da questa apertura del PDS a tali forze della sinistra moderata, nacque un nuovo soggetto: i Democratici di Sinistra (DS). I DS divennero così a pieno titolo una forza della sinistra democratica italiana, che se da un lato sottolineava il suo legame con il socialismo democratico europeo -anche eliminando dal simbolo il riferimento al PCI e sostituendolo con una rosa rossa (simbolo appunto del socialismo europeo) con accanto prima la sigla del "PSE" e poi perfino la scritta per esteso "Partito del Socialismo Europeo"- dall'altro continuava a rivendicare il riconoscimento della migliore tradizione del PCI come partito-simbolo della sinistra italiana ed il suo pieno riconoscimento come forza fondamentale della storia politica italiana.

[modifica] Risultati elettorali

Voti % Seggi
Politiche 1992 Camera 6.321.084 16,11 107
Senato 5.663.976 17,04 64
Politiche 1994 Proporz. Camera 7.881.646 20,36 38
Europee 1994 6.286.030 19,09 16
Politiche 1996 Proporz. Camera 7.894.118 21,1 26

[modifica] Congressi

[modifica] Segretari

[modifica] Presidenti

[modifica] Iscritti

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note

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