| (LA)
« Proxima securum reserat Popuilonia litus,
Agnosci nequeunt aevi monumenta prioris:
sola manent interceptis vestigia muris,
Non indignemur mortalia corpora solvi:
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(IT)
« Prossima, Populonia schiude il suo lido sicuro
Non si possono più riconoscere i monumenti dell'epoca trascorsa,
Restano solo tracce fra crolli e rovine di muri,
Non indegnamoci che i corpi mortali si disgreghino:
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| Populonia | ||||||||
| La fortezza di Populonia | ||||||||
| Stato: | ||||||||
| Regione: |
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| Provincia: |
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| Comune: |
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| Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 150 m s.l.m. | |||||||
| Abitanti: |
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| Nome abitanti: | populonici | |||||||
| Pref. telefono: | 0565 | CAP: | 57020 | |||||
| Sito istituzionale | ||||||||
Populonia è una frazione del comune di Piombino in provincia di Livorno.
Indice |
L'attuale abitato si trova in posizione dominante su di uno dei promontori che formano il golfo di Baratti e conserva fortificazioni del XV secolo ad opera dei Signori di Piombino, gli Appiani, come si può vedere dal dragone simbolo della casata posto sopra l'ingresso del borgo.
Populonia Stazione è un'altra piccola frazione, nata in prossimità della omonima stazione ferroviaria.
Populonia fu un antico insediamento etrusco, di nome "Fufluna"( da Fufluns dio etrusco del vino e dell'ebrezza) o Pupluna, l'unica città etrusca sorta lungo la costa. Era una delle dodici Lucumonie etrusche le città-stato principali che facevano parte dell'Etruria.
La città vera e propria si estendeva sulla parte alta del promontorio di Piombino, sul lato settentrionale ("Poggio di Castello"), mentre i quartieri industriali erano collocati sulla costa del golfo di Baratti, presso il porto.
Insieme a Volterra fu uno dei centri di maggiore attività mineraria e dell'industria metallurgica degli Etruschi.
| Per approfondire, vedi la voce Piombino. |
La città nacque dal processo di sinecismo di alcuni villaggi dell'età del ferro, ognuno con la propria necropoli. In origine fu, dicono gli storici, un porto costruito ad uso della gente Corsa. Populonia e' infatti il punto piu' vicino, geograficamnete, alla Corsica. Successivamente, acquisite le ricche risorse minerarie di ferro dell'Isola d'Elba, divenne politicamente autonoma. Nel V secolo a.C. fu una città di notevole importanza. L'acropoli e l'abitato erano difesi da mura mentre il quartiere industriale era situato presso il porto e si era esteso al di sopra delle necropoli più antiche, lasciando una notevole quantità di scorie di ferro residuate dall'attività metallurgica.
In epoca romana lo storico latino Tito Livio ci informa che nel 205 a.C. Populonia fornì a Scipione l'Africano il ferro necessario per la spedizione in Africa, durante la seconda guerra punica. Successivamente, forse in seguito alla proibizione di svolgere attività industriali nella penisola italiana, la città decadde e rimase in attività solamente il porto.
Nel 570 d.C., Populonia fu distrutta dai Longobardi guidati da un certo Gummarith: i pochi superstiti scampati insieme al vescovo san Cerbone si rifugiarono all'isola d'Elba, che faceva parte allora della diocesi. L'abitato continuò tuttavia a vivere nell'attuale borgo.
Il borgo di Populonia come lo vediamo oggi risale al XIV sec. Il borgo faceva parte del Principato di Piombino retto dalla famiglia di origine pisana degli Appiani. Al loro intervento si devono la tipologia medioevale, oltre alla torre e alle fortificazioni.
| Per approfondire, vedi la voce Necropoli di Populonia. |
Presso l'attuale abitato sono visibili i resti della città antica, con le mura etrusche e resti di edifici di epoca romana.
Alcune delle necropoli cittadine delle diverse fasi storiche sono visitabili nel parco archeologico di Baratti e Populonia, insieme ai resti del quartiere industriale presso il porto.
Nel borgo attuale è visitabile la privata "Collezione Gasparri" che conserva reperti provenienti dall'area della città e dai ritrovamenti sottomarini del tratto di mare antistante, mentre nel centro storico di Piombino ha sede il Museo archeologico del territorio di Populonia.