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Provincia di Como :

Provincia di Como

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Provincia di Como
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Stato: bandiera Italia
Regione: Lombardia
Capoluogo: Como
Superficie: 1.288 km²
Abitanti:
573.627 28-02-2007
Densità: 445,36 ab./km²
Comuni: Elenco di 162 comuni
Targa: CO
CAP: 22100
Pref. telefonico: 031, 0344, 02, 0331
Codice ISTAT: 013
Presidente: Leonardo Carioni (Lega Nord)  28.05.2007
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Sito istituzionale

La Provincia di Como (Pruvincia de Comm in dialetto comasco) è una provincia della Lombardia che conta oltre 560 mila abitanti e il cui capoluogo è la città di Como. È compresa all'interno dell'Euroregione dell'Insubria e ne rappresenta la pendice a sud-est.

Confina a nord e a ovest con la Svizzera (Canton Ticino e Canton Grigioni), a est con la Provincia di Sondrio e la Provincia di Lecco, a sud con la Provincia di Monza e Brianza, a ovest con la Provincia di Varese. Ha un'exclave in territorio svizzero, rappresentata dal comune di Campione d'Italia.

Indice

[modifica] Stemma

Descrizione araldica dello stemma:

« Partito: il primo di rosso, alla croce d'argento, accontonata nel quarto dalla parola "Libertas", posta in banda, in lettere maiuscole di nero, poste in sbarra; il secondo di verde alla croce latina anomala, scorciata, i bracci allargati verso le estremità, d'oro, caricata da tre gemme ellittiche, di verde, poste una in alto nel braccio verticale, due nel braccio orizzontale, a destra e a sinistra, essa croce accompagnata da quattro stelle di sei raggi, d'oro, due nei cantoni del capo, due nei cantoni della punta; il tutto alla campagna d'azzurro, caricata dal fregio d'oro, formato dalla losanga, vuotata, coricata, intrecciata al rettangolo incavato a triangoli nei quattro lati, ugualmente vuotato e coricato »

Lo stemma della provincia di Como è stato modificato nel 2005, dieci anni dopo il distaccamento della provincia lecchese. La parte alta (prima unica con la croce bianca su sfondo rosso e la scritta Libertas) è stata divisa in due sezioni mentre la parte sottostante è stata riunita in un'unica banda, eliminando la divisione tra i simboli di Como e Lecco.

Il "Leone" (simbolo della città di Lecco) è stato sostituito dalla croce di Rovenna e Scaria, circondata da 4 stelle a 6 punte che ricordano come dall'Antico dominio di Como si siano poi gemmate quattro realtà istituzionali ora autonome: Sondrio, Varese, Lecco e il Canton Ticino. Nella fascia inferiore trova spazio un disegno geometrico dei magistri cumacini presente sul basamento della facciata del Duomo di Como. Il simbolo ha significati molteplici, infatti rappresenta un'opera lignea di intaglio, ma anche una ruota dentata oppure una rosa dei venti.

[modifica] Geografia

Il territorio comasco può essere diviso in sette aree geografiche omogenee, partendo da nord e scendendo verso sud:

Le diverse aree possiedono delle caratteristiche omogenee dal punto di vista climatico, morfologico e demografico. Non sono riconosciute istituzionalmente ma sono già utilizzate dall'amministrazione provinciale per suddividere la struttura ricettiva turistica e per un piano di collaborazione intercomunale tra le varie municipalità.

[modifica] Clima

In base alla classificazione Koppen , la Provincia di Como si trova in una fascia caratterizzata da clima subtropicale umido (Cfa). Le temperature variano dai -5/+5°C in Gennaio ai +20/+30°C in Luglio. La provincia è situata nell'area mediterranea ma è caratterizzata da un clima semi-continentale. Gli inverni sono generalmente freddi e poco piovosi, con temperature particolarmente rigide a cavallo tra gennaio e febbraio, mentre le estati sono spesso calde e afose, poco ventilate ma discretamente piovose. L'umidità è sempre molto elevata per tutto l'anno.


COMO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
Temp. max. media (°C) 6.6 8.8 12.7 17.1 21.1 25.4 28.3 27.1 23.6 18.1 11.6 7.7 7.7 17 26.9 17.8 17.3
Temp. min. media (°C) 0.4 1.5 4.6 8.1 11.6 15.7 18.1 17.5 14.0 10.0 5.2 1.4 1.1 8.1 17.1 9.7 9
Piogge (mm) 69 76 117 107 161 134 85 136 116 125 129 63 208 385 355 370 1318
Giorni di pioggia (≥ 1 mm) 6 6 8 9 12 10 7 9 7 7 8 6 18 29 26 22 95
Eliofania assoluta (ore) 3.2 3.7 4.5 5.4 5.4 6.7 7.6 6.9 5.6 4.4 3.0 3.1 3.3 5.1 7.1 4.3 5



[modifica] Idrografia

Il fiume Seveso al confine tra Cantù e Carimate
Il fiume Seveso al confine tra Cantù e Carimate
Il lago di Pusiano e l'Isola dei Cipressi
Il lago di Pusiano e l'Isola dei Cipressi

[modifica] I fiumi

La provincia di Como è interessata dal flusso di numerosi fiumi e torrenti di piccola o media portata, oltre ad ospitare diverse sorgenti acquifere. Sono tre i fiumi che bagnano il territorio provinciale. Il fiume più importante che nasce nel Triangolo Lariano e scorre attraverso Erba è il Lambro: la sua origine si ha in località Alpe del Piano Rancio, nel bel mezzo del Triangolo Lariano, all'interno dei confini comunali di Magreglio. Si immette nel lago di Pusiano per poi defluire e scorrere verso sud. Per un breve tratto segna il confine tra la provincia di Como e Lecco. Altro fiume importante è il Seveso che nasce sul Monte Sasso a Cavallasca e percorre anche la parte brianzola della provincia. Il fiume Mera percorre il suo ultimo tratto a Sorico prima di gettarsi nella pendice settentrionale del Lago di Como.

Il corso d'acqua più lungo della provincia, il Lura che nasce nel comune di Uggiate-Trevano al confine tra la Lombardia e il Canton Ticino per poi scorrere lungo tutta la zona a sud-ovest della provincia, attraversando tra l'altro i comuni di Lurate Caccivio, Cadorago, Lomazzo e Rovellasca, scorrendo in un tratto nell'omonima valle. Il torrente prosegue poi in Provincia di Varese, bagnando Saronno e nel Milanese, dove lambisce Rho, a valle di questa cittadina, il torrente confluisce nel fiume Olona.

Altri torrenti da citare sono il Serenza e il Terrò (tributari del Seveso) che scorrono nell'area canturina, il Bozzente (tributario dell'Olona) che percorre l'area della pinetina di Appiano Gentile, gli immissari del Lago di Como che sono il Cosia sulla sponda orientale, l'Albano, il Liro, il Livo sulla sponda orientale e il Cuccio, che si getta nel lago di Lugano a Porlezza.

Vi sono poi tre torrenti che scorrono in territorio italiano e svizzero: il Breggia, che nasce in località Barco dei Montoni, attraversa tutta la Valle di Muggio per poi rientrare in Italia a Maslianico, il Mara, che nasce sul Monte Sighignola (nel comune di Lanzo d'Intelvi) per poi sfociare nel lago di Lugano e il Gaggiolo che nasce a Meride nel Canton Ticino entra in Italia, attraversa la Valmorea e sbocca nell'Olona nel varesotto.

[modifica] I laghi

Il Lago di Como (o Lario) rappresenta il bacino lacustre più importante della provincia. Il Lario non è però l'unico lago presente all'interno della provincia, in quanto esistono diversi bacini minori nell'area prealpina, oltre ad una porzione del Ceresio.

Sono 31 i comuni comaschi che si affacciano sullo specchio d'acqua lariano, serviti da una rete di navigazione che collega i tre comuni del centrolago (Menaggio sulla sponda occidentale, Bellagio sulla punta del Triangolo Lariano e Varenna sulla sponda lecchese) con il capoluogo. Sono invece 5 i comuni comaschi che si spartiscono il ramo comasco del lago di Lugano.

I laghi prealpini all'interno dei confini provinciali sono quattro e situati a ridosso dell'area Erbese, nella zona dell'Alta Brianza: il lago di Pusiano (posto ai confini tra le provincie di Como e Lecco) il lago di Alserio e il lago di Montorfano (nell'area canturina) e il lago del Segrino, piccolo bacino nei pressi di Canzo.

Vi sono altri due bacini minori nella parte centro-settentrionale dell'area comasca: il lago di Mezzola (immissario del Lario posto a nord) e lago di Piano (situato tra i centri di Porlezza e Menaggio).

[modifica] Orografia

[modifica] I monti

La provincia si trova a ridosso della catena delle Alpi Lepontine e abbraccia una parte delle Prealpi lombarde, la cima più alta è il Monte Cardinello (2.521 metri). Tutte le montagne sono situate nella parte nord della provincia, oltre la linea immaginaria che unisce le città di Como ed Erba. La principale divisione che si può fare è quella che riguarda le rocce di cui i vari rilievi comaschi sono formati: la linea di divisione tra la fascia metamorfica e quella delle alpi sedimentarie-calcaree passa nella zona tra l'Alto lago di Como e la fascia delle Lepontine meridionali.

[modifica] Le valli

Uno scorcio della Val d'Intelvi
Uno scorcio della Val d'Intelvi

Nell'area comasca esistono diverse vallate: nell'area centro-settentrionale sono prevalentemente di origine glaciale mentre nella fascia meridionale vi sono delle valli minori, di modeste dimensioni, di origine fluviale.

Nell'area delle Alpi Lepontine, partendo da nord, si incontrano diversi vallate però scarsamente abitate per via delle impervie condizioni della morfologia. Le più a nord sono la Valle di Sorico e la Valle di Livo che prendono il nome dai comuni in cui si sviluppano. In località Dosso del Liro convergono le vallate del Dosso e di San Jorio. Proseguendo lungo la sponda occidentale del Lario a Dongo vi è lo sbocco della Valle Albano che prende il nome dal torrente che vi scorre al centro.

Nella parte centrale vi sono le vallate più conosciute della zona comasca, nonché centri turistici rinomati: la Val Cavargna, posta a ridosso della sponda nord del Lago di Lugano, la Valsolda, valle laterale al confine con il distretto di Lugano e la Val d'Intelvi, incastonata tra i laghi di Como e Lugano, accessibile da Porlezza e da Argegno in territorio italiano, da Arogno provenendo dalla Svizzera.

La Vallassina è la più importante e popolata valle della provincia, nonchè l'unica valle presente nel Triangolo Lariano.

[modifica] Demografia

Como vista da Brunate
Como vista da Brunate
Piazza Garibaldi, il salotto di Cantù
Piazza Garibaldi, il salotto di Cantù

La provincia di Como, con una popolazione di 578.175 [1] abitanti (di cui 32.381 stranieri), risulta essere la sesta delle provincie lombarde per numero d'abitanti.

Dei 162 comuni che compongono la provincia, Como risulta essere il più popoloso con 83.175 abitanti e con la più alta densità media (2.228 ab./km²). Il comune con meno abitanti è invece Val Rezzo con una popolazione di 187 abitanti.

La zona più densamente popolata è l'area che si snoda tra i centri di Mariano Comense ed Erba sull'asse ferroviario Milano-Asso. Le ragioni sono di tipo morfologico ed economico: la zona precocemente servita dal servizio ferroviario (precedente al 1900) è sede dei maggiori centri industriali della provincia e il terreno collinare-pianeggiante ha permesso lo sviluppo di centri residenziali ben collegati da strade e mezzi di trasporto. L'area lariana e montana presenta invece diverse carenze logistiche nonché una scarsità di attività economiche.

Nel corso del Dopoguerra le valli, a eccezione della Valassina, si sono spopolate a discapito dei piccoli-medi centri dell'area sud della provincia che registrano un costante aumento demografico.

[modifica] Comuni principali

Di seguito è riportata la lista dei dieci principali comuni della provincia di Como ordinati per numero di abitanti (dati: Istat 31/12/2007):

Pos. Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m.s.l.m.)
Como 83.175 37,34 2228 201
Cantù 37.824 23,18 1632 370
Mariano Comense 23.043 13,72 1680 256
Erba 16.946 18,13 935 320
Olgiate Comasco 11.101 10 1110 400
Lurate Caccivio 10.128 5,92 1711 319
Fino Mornasco 9.188 7,26 1266 334
Cermenate 8.896 8,1 1098 297
Lomazzo 8.867 9,36 947 296
10° Turate 8.730 10,12 863 240

[modifica] Altri comuni

[modifica] Storia

[modifica] La preistoria

Le prime testimonianze archeologiche della presenza dell'uomo nel territorio comasco risalgono al paleolitico.
Secondo le ultime scoperte risalenti al 2006 vi è prova di presenza sia pur saltuaria dell'uomo di Neanderthal[2] attorno a 50.000-60.000 anni fa presso la Grotta Generosa nei pressi dell'abitato di Erbonne nel comune di San Fedele Intelvi.
Altre testimonianze sono i ritrovamenti presso il Buco del piombo presso Erba, sicuramente di epoca musteriana. La grotta è stata frequentata, anche se in modo discontinuo da 30.000 a 10.000 anni fa dall'uomo di Neanderthal all'Homo Sapiens Sapiens.
Della stessa epoca è anche la punta di selce ritrovata al Tanun nell'alta Valle del Cosia.
Questi antichi manufatti ci documentano la presenza di cacciatori - raccoglitori che giungevano sulle prealpi provenienti dalla pianura a caccia di grandi branchi di erbivori, spinti dalla ricerca del cibo.

Al Mesolitico risalgono altri ritrovamenti di Erbonne, risalenti a 10.000 anni fa, e del monte Cornizzolo, più recenti. Anch'essi appartenenti a stanziamenti stagionali di cacciatori.
I reperti di Montano Lucino ci documentano invece una presenza stabile nei dintorni di Como collocabile a 6.000 anni fa.

Con il Neolitico, l'età della pietra levigata, avviene una vera e propria rivoluzione dello stile di vita. L'uomo diventa allevatore ed agricoltore, impara a vivere in piccoli agglomerati urbani palafitticoli, scopre la ruota, la terracotta e la tessitura. La fase più antica è caratterizzata dai vasi a bocca quadra, mentre quella più recente dai vasi globulari forati in modo da poter essere appesi. Si ignora il rito funebre.
Testimonianze di questo periodo sono state ritrovate al lago di Varese ed alla Lagozza, al Castel Grande di Bellinzona in Svizzera e a Montano Lucino.

L'Eneolitico, o età del rame, nel comasco vede il fiorire della Cultura di Civate, risalente a 2.500 anni fa.
La piccola necropoli rinvenuta nel "buco della sabbia" è caratterizzata dal rito di deporre il cadavere sul suolo senza alcuna copertura. Il corredo era composto da oggetti in rame (una perla, una spirale ed un anello) ed in osso di animali domestici oltre ad altri strumenti litici.
La tomba rinvenuta nel comune di Canzo vicino al lago del Segrino è unica nel suo genere. Si tratta di una tomba a cassetta litica coperta da un tumulo di pietre. Nel corredo erano presenti quattro bracciali, un pendaglio a doppia spirale ed una punta di selce.
Nei dintorni sono state fatte altre scoperte del medesimo periodo (Valbrona e Magreglio).

La successiva età del bronzo dura dal 1.700 al 1.000 a.C.
La prima espressione nel comasco vede numerosi insediamenti appartenenti all cultura di Polada, svilluppatasi in modo particolare nella bassa bresciana e mantovana. Gli abitati erano collocati lungo le rive di laghi o paludi in zone bonificate disponendo tronchi sul terreno in modo perpendicolare gli uni agli altri. I piccoli laghi brianzoli hanno ospitato numerosi di questi insediamenti (Bosisio Parini, Lago di Pusiano, Lago di Annone, Lago di Montorfano, Albate).
La tomba di Ello, oggi in provincia di Lecco appartenente alla media età del bronzo è molto particolare ed importante. Il corredo di guerriero in rame è tra i più antichi ritrovati in Italia. Si tratta di un elmo, due spade, due pugnali, due asce e quattro punte di lancia databili al 1.300 a.C.
Nel XIII secolo, durante il bronzo finale, importanti avvenimenti determinano la fine della cultura di Polada. Un movimento di popolazioni provenienti dal nord attraversano le Alpi ed entrano nella pianura lombarda. Il loro centro più importante è localizzato a Canegrate, località che dà il nome alla nuova cultura di Canegrate.
Nel comasco testimonianze sono presenti ad Appiano Gentile. Si tratta di una civiltà limitata sia in senso cronologico che geografico, ma che ha avuto una grande incidenza sul nostro territorio, soprattutto perché è stato importato il rito funebre a cremazione che sostituisce quello ad inumazione.
Si suppone che l'arrivo di queste popolazioni, probabilmente celtiche non abbia avuto un impatto pacifico.
Ma è dall'unione di queste due esperienze e di queste due etnie, di Polada e di Canegrate, di popolazioni Liguri e Celtiche, che nascerà una nuova civiltà che gli archeologi chiamano Cultura di Golasecca in contemporanea con la nascita della cultura di Hallstatt nell'Europa centrale ed alla cultura di Villanova nell'Italia centrale.
In questo periodo ed in questo ambito compaiono anche i primi insediamenti sulle colline a sud di Como (Cavallasca, Monte della croce, Moncucco) e nella convalle (via Gorio e via Benzi). Inizia così la Civiltà Comacina o Civiltà della Cà morta che vedrà il suo massimo fiorire fino al IV secolo a.C. Como avrà un importante ruolo, soprattutto commerciale, diventando uno dei più grandi centri abitati dell'Italia settentrionale.

[modifica] Comum Oppidum

Il I millennio a.C., che corrisponde all'Età del ferro, vede la nascita e lo sviluppo di una civiltà comacina inserita in una in una facies più ampia chiamata cultura di Golasecca, oltre che dal centro abitato di Comum oppidum sulle pendici meridionali del Monte della Croce, nella zona compresa tra Breccia e San Fermo.
La necropoli di questo centro proto-urbano, ricca di materiele archeologico, è localizzato in una vasta zona chiamata Cà morta. Per questo la Civiltà comacina è detta anche Civiltà della Cà morta.
Gli storici comaschi classici, riportando le parole di Catone il Censore, Plinio il Vecchio e Tito Livio, attribuiscono la fondazione di Como agli Orobi o Orumbovii. Gli archeologi moderni chiamano questa popolazione Golasecchiani, polazione di Liguri celtizzati, perché nati dalla fusione della precedente gente Ligure con la popolazione celtica della Cultura di Canegrate.

Il territorio che fa capo a Como, oltre al nucleo principale, comprende il Sottoceneri, tutto il lago con esclusione della sua parte estrema più settentrionale, la Brianza, l'area tra l' Adda, il Brembo ed il Serio, compresa la zona di Bergamo.
I ritrovamenti più antichi risalgono al IX secolo a.C. L'abitato di Como a quel tempo era costituito da un insieme di villaggi distanziati ma in stretto contatto tra loro. Qualche nucleo era insediato anche nella convalle, sede dell'odierna città.
A partire dalla metà del VII secolo a.C., l'abitato si amplia e la comunità evolve verso forme più articolate: si affermano delle élites aristocratiche ed iniziano contatti culturali e commerciali con il mondo halstattiano transalpino, quello paleoveneto ad est e quello etrusco a sud.
In questo periodo il centro principale della Cultura di Golasecca rimane sempre il comprensorio lungo le rive del Ticino. Centro che a partire dal VI secolo a.C. inspiegabilmente decade e Como diventa l'unico capoluogo del vasto territorio golasecchiano. Il suo abitato subisce una forte espansione, soprattutto nel V secolo, tanto da dare all'insediamento un aspetto di tipo urbano piuttosto che di un insieme di villaggi.
Le cause di questi processi sono ancora ignote, sono comunque da ricercare nella sfera dei commerci. Gli Etruschi si erano espansi a nord del Po colonizzando Mantova e Melpum mentre il ruolo del porto di Marsiglia decade. La direttrice fondamentale dei traffici dell'Etruria verso il mondo transalpino comprende Spina, il corso del Mincio, Brescia e Bergamo fino a Como e da qui ai passi alpini del San Bernardino e del San Gottardo passando per Lugano e Bellinzona altro importante centro golasecchiano.
Nodo fondamentale di intermediazione tra Etruschi e Celti è Como, confermato dalla presenza di innumerevoli testimonianze archeologiche di manufatti di importazione: vasellame bronzeo etrusco, ceramica attica, una dracma d'argento della zecca di Populonia, vasi di vetro di Rodi e persino dell'incenso arabo.
Le iscrizioni ritrovate, seppur limitate, redatte in un alfabeto derivato da quello etrusco arcaico chiamato Alfabeto leponzio ci assicurano il carattere celtico della popolazione comense [3]. Si tratta di uno strato linguistico celtico pre gallico e la migliore testimonianza ci è data dalla famosa stele di Prestino "uvamokozis pliale u uvltiauiopos ariuonepos sites tetu".

Con l'inizio del IV secolo (G. IIIA3), l'abitato protostorico va incontro ad un rapido declino e le necropoli si esauriscono. Il fenomeno viene collegato alle invasioni galliche del 388 a. C. che hanno scardinato il sistema politico-economico e commerciale creato dagli Etruschi.
Il centro commerciale di Como scompare, mentre ascende il ruolo di Milano, capoluogo degli Insubri in un contesto però diverso da quello commerciale etrusco: l'economia dei nuovi Galli è ora incentrata sull'allevamento e la pastorizia e gli scambi commerciali sono limitati in un ambito locale. Il sistema abitativo è costituito da abitati sparsi in un mondo prevalentemente rurale.
L'area di Como è nella seconda età del ferro per lo più disabitata. L'ubicazione di Comum oppidum, il centro che si arrenderà al console Marco Claudio Marcello nel 196 a. C. ci è al momento sconosciuta.

[modifica] Novum Comum

La conquista della Gallia Transpadana iniziò nel 225 a.C. e terminò, dopo la pausa della Seconda guerra punica nel 196 a.C.. I Comenses conobbero dunque i Romani nel 196 a.C., coinvolti ad arma excitis dagli Insubri in un'alleanza, vennero sconfitti in una sanguinosa battaglia nei pressi di Comum Oppidum in cui morirono, a detta di Tito Livio, quarantamila soldati. Anche i ventotto Castella dipendenti dal capoluogo si arresero.
Il console Marco Claudio Marcello fu magnanime coi vinti. I Comensi vennero legati a Roma da un foedus, un vincolo federativo, nel rispetto delle autonomie locali. In cambio potè contare sulla loro assoluta e perenne fedeltà. Per circa un secolo, la presenza romana fu sporadica ed episodica fino a che il settentrione divenne un interesse fondamentale per assicurare una adeguata sicurezza e per saziare le mira espansionistiche commerciali e militari oltralpe.
Nell'89 a.C. Gneo Pompeo Strabone si affretta ad aiutare Como devastata da un'incursione di Reti: la restaura e conferisce ai comensi lo jus Latii, la cittadinanza latina. Successivamente nel 77 a.C. giunge a Como un gruppo di 3.000 coloni guidati da Lucio Cornelio Scipione Asiatico Emiliano che si stanziano sulle pendici circostanti l'attuale convalle. Il toponimo "Coloniola" oggi riservato ad un quartiere della città, è quantomai significativo[4].
Ma il vero artefice e fondatore ex novo della colonia latina di Novum Comum è da tutte le fonti considerato Gaio Giulio Cesare.
Nel 59 a.C. con l'obiettivo di rafforzare Como ed il Lario per la sua importanza quale via di comunicazione con i passi alpini verso l'Europa centrale ed autorizzato dalla lex Vatinia che gli conferiva il potere proconsolare fonda nell'area dove è ubicata ora la città Novum Comum circondandola di mura e vi deduce 5.000 coloni tra cui 500 Greci.
Nel 49 a.C. Novum Comum acquisisce la cittadinanza romana e da colonia latina diventa municipium civium romanorum della repubblica romana. I comensi possedevano la pienezza del diritto riservato ai cittadini di Roma. Aveva la propria Curia ed era amministrata da un collegio di quattro magistrati.

[modifica] Trasporti e linee di comunicazione

La linea Milano-Chiasso alla stazione di Cantù
La linea Milano-Chiasso alla stazione di Cantù

[modifica] Linee ferroviarie

Nella provincia di Como le linee ferroviarie principali sono tre:

la linea Milano-Chiasso, gestita dalla RFI

la linea Milano Cadorna-Como Lago, gestita da FNM

la linea Milano Cadorna-Asso, gestita da FNM

Un'altra linea d'importanza secondaria che interessa l'area brianzola è il collegamento ferroviario Como-Lecco, gestito dalla RFI, che collega i due capoluoghi passando per Cantù e Merone. La linea, classificata negli anni Sessanta come "ramo secco", negli ultimi anni è oggetto di rivalutazioni per una possibile integrazione nel trasporto ferroviario suburbano.

D'interesse marginale è invece la linea Milano-Varese-Laveno con le stazioni in territorio comasco di Mozzate e Locate Varesino.

Nel passato esistevano due linee ferroviarie, ormai scomparse e di cui rimangono poche tracce: la linea Como-Varese e la linea Menaggio-Porlezza.

[modifica] Funicolari e funivie

La linea Como-Brunate vista dal lago rappresentata dalla linea diagonale sulla destra.
La linea Como-Brunate vista dal lago rappresentata dalla linea diagonale sulla destra.

Nella provincia di Como esistono una funicolare e una funivia.

La Funicolare Como-Brunate che collega dal 1894 il capoluogo con il piccolo centro montano posto al di sopra della città e permette una visione privilegiata del primo bacino lariano. Costruita per finalità commerciali con lo sviluppo del turismo di massa acquista grande importanza. Il servizio è ora gestito dall'ATM di Milano.

La funivia Argegno-Pigra collega il centro lariano con il soprastante comune della Val d'Intelvi.

[modifica] Linee stradali

[modifica] Autostrade

L'unica linea autostradale che interessa il territorio comasco è la A9, detta anche Autostrada dei Laghi, che congiunge Como e la Svizzera con Milano. Nell'area urbana di Como (tra i caselli di Como Nord e Como Sud) non è previsto il pagamento del pedaggio. Gli altri ingressi situati nella provincia sono quelli di Fino Mornasco, Lomazzo e Turate. Sono in corso i lavori per la costruzione della terza corsia in entrambi i sensi di marcia.

In futuro è previsto il passaggio attraverso il territorio dei comuni di Mozzate, Limido Comasco, Fenegrò, Cirimido, Turate e Lomazzo della nuova Autostrada Pedemontana [5], collegamento diretto tra Bergamo e l'Aeroporto di Milano-Malpensa. Inoltre è prevista la costruzione della Tangenziale di Como, in grado di collegare Villa Guardia e Albese con Cassano senza passare per il capoluogo.

[modifica] Strade statali

Tutte le principali strade statali della provincia passano per il capoluogo. Le due vie di collegamento più importanti sono la SS 35 dei Giovi e la SS 342 Briantea che mettono in collegamento Como con Milano, Varese e Bergamo.

Le due strade che costeggiano il Lago di Como sono la SS 340 Regina e la SS 583 Lariana. La prima costeggia la riva occidentale del Lario mentre la seconda percorre l'area del Triangolo Lariano da Como a Lecco passando per Bellagio.

Esistono poi due collegamenti che interessano parzialmente o in modo minore il territorio provinciale: la SS 639 di Pusiano e Garlate, che collega Como e Lecco passando per Erba, e la SS 233 Varesina, passante per Mozzate, Carbonate e Locate Varesino.

[modifica] Cultura

[modifica] Università e istruzione superiore

Per approfondire, vedi la voce Università degli Studi dell'Insubria.

La provincia di Como si avvale della presenza dell'Università degli Studi dell'Insubria. La sua istituzione risale al febbraio 1997 quando l'Osservatorio per la valutazione del sistema universitario attua una fase di scorporo delle attività dell'Università degli Studi di Milano, creando una università bipolare e concedendo autonomia ai corsi di laurea e alle Facoltà di Varese e Como. L'inizio dell'attività avvenne il 14 febbraio 1998. A Como hanno sede le facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e di Giurisprudenza, inoltre sono presenti dei corsi di Economia e Medicina.

L'istruzione superiore statale nella provincia di Como offre una vasta scelta per ciò che riguarda le scuole di stampo umanistico-scientifico o tecnico-professionale. Nella città di Como sono presenti 8 scuole di secondo grado: la più importante e prestigiosa è l'I.T.I.S. - Setificio “Paolo Carcano” che mantiene la tradizione della lavorazione della seta nella provincia. Sono sparse nel territorio provinciale altri 9 istituti superiori: 3 a Cantù, 3 a Erba, 1 a Mariano Comense, 1 a Menaggio e 1 a Olgiate Comasco.

[modifica] Dialetto

Per approfondire, vedi la voce Dialetto comasco.

La provincia di Como presenta una serie innumerevole di dialetti e di varianti fonetiche.
La causa principale di questa disunità linguistica è rappresentata dalla disomogeneità territoriale dell'area comasca e per il diverso legame storico tra le diverse zone.
La zona brianzola, storicamente legata a Milano, risente dell'influenza milanese per ciò che riguarda la pronuncia. Nell'area canturina viene parlato un dialetto brianzolo con una forte influenza comasca. È il dialetto utilizzato dal poeta dialettale Gianpaolo Mascheroni.
Nell'area dell'Alta Brianza l'accento rimane abbastanza fedele a quello originale. Dialetti locali sono quello canzese e vallassinese, circoscritti alle aree di Canzo e dei comuni centrali del Triangolo Lariano.
Nella zona del lago il dialetto comasco assume una propria fisionomia con la variante del dialetto laghée (anche detto tremezzino) che risente delle influenze della vicina parlata ticinese. Particolare successo ha ottenuto questa variante comasca con il cantautore Davide Van De Sfroos che ha esportato la parlata comasca in tutto il mondo.
In Val Cavargna ed in Valle Albano, a causa del secolare isolamento, si sono sviluppati dei dialetti assolutamente originali: il cavargnon ed il muncecch. I Cavargnoni hanno anche elaborato il Rungin, un vero e proprio gergo incomprensibile ai non iniziati.

[modifica] Arte e monumenti

[modifica] Monumenti nazionali

Nel comasco vi sono 8 monumenti nazionali della Repubblica Italiana.

Monumenti nazionali
Como Casa natale di Alessandro Volta [6]
Tomba di Alessandro Volta [7]
Collegio Gallio
Bellagio Villa Melzi d'Eril
Cantù Complesso monumentale di Galliano
Gravedona Palazzo Gallio
Chiesa di Santa Maria del Tiglio
Chiesa dei Santi Gusmeo e Matteo

[modifica] Ville e castelli

Ville e castelli
Carimate Castello di Carimate
Cernobbio Villa d'Este
Villa Erba
Como Villa Olmo
Castel Baradello
Castello della Torre Rotonda
Erba Villa Amalia
Torre di Incino
Castello del Casiglio
Lenno Villa del Balbianello
Menaggio Villa Vigoni
Sorico Palazzo Giulini
Tremezzo Villa Carlotta

[modifica] Chiese e luoghi sacri

Chiese, santuari e oratori
Como Duomo di Como
Basilica di Sant'Abbondio
Basilica di San Fedele
Cantù Complesso monumentale di Galliano
Erba Chiesa di Sant'Eufemia
Magreglio Santuario della Madonna del Ghisallo
Ossuccio Basilica di santa Eufemia
Sacro Monte di Ossuccio
Vertemate con Minoprio Abbazia di San Giovanni a Vertemate

[modifica] Teatri

Teatri
Canzo Teatro Sociale
Como Teatro Sociale
Erba Licinium
Lurate Caccivio Teatro Pax

[modifica] Musei della provincia

Il Sistema Museale della provincia di Como [8] raccoglie tutti i musei della città di Como e del territorio della provincia.

Musei
Albavilla Museo del Buco del Piombo
Albese con Cassano Raccolta Museale Etnografica e dell'Acqua
Bellagio Museo degli Strumenti per la Navigazione
Bregnano Museo delle api
Campione d'Italia Museo Parrocchiale
Cantù Galleria del Design e dell'Arredamento - CLAC
Casaperlarte - Fondazione Paolo Minoli
Carlazzo Museo Etnografico del Latte
Museo della Stampa
Casasco d'Intelvi Museo della Civiltà Contadina
Cavargna Museo della Valle
Cerano d'Intelvi Museo dello Stucco e Scagliola Intelvese
Dongo Museo della Resistenza Comasca
Dosso del Liro Museo del Dialetto
Erba Civico Museo di Erba
Grandate Museo del Cavallo Giocattolo
Grandola ed Uniti Museo Etnografico Naturalistico della Val Sanagra
Museo Nautico Guido Abbate
Lanzo d'Intelvi Museo dei Fossili dei Monti Intelvesi
Museo Diocesano di Arte Sacra
Lenno Museo Mario Tieghi
Magreglio Museo del Ciclismo
Ponna Museo della Casa Contadina
San Fedele Intelvi Piccolo Museo della Guardia di Finanza e del Contrabbando
San Siro Museo della Casa Rurale
Turate Casa Militare Umberto I

[modifica] Musei di Como

Musei di Como
Como Tempio Voltiano
Pinacoteca di Palazzo Volpi
Museo storico Giuseppe Garibaldi
Museo archeologico Paolo Giovio
Museo Didattico della Seta
Museo Studio del Tessuto
Museo della 6ª Legione della Guardia di Finanza
Raccolte Scientifiche del Liceo Classico A. Volta
Museo Don Luigi Guanella
Raccolta Archivio Storico Pubblicitario

[modifica] Architetture ad uso civile

Architettura civile
Como Broletto di Como
Casa del Fascio
Mura di Como

[modifica] Gastronomia

Per approfondire, vedi la voce Cucina comasca.

La cucina comasca attinge le sue ricette dalla tradizione gastronomica lariana e dell'alta Lombardia, unendo i prodotti del lago a quelli della pastorizia e della tradizione contadina.

[modifica] Amministrazioni

[modifica] Cenni storici recenti

Nel 1927 dalla provincia di Como vennero scorporati i comuni di Abbiate Guazzone, Agra, Angera, Arbizzo, Arcisate, Arcumeggia, Ardena, Armio, Arolo, Azzate, Azzio, Ballarate, Barasso, Bardello, Barza, Barzola, Bedero Valcuvia, Besano, Besozzo, Biandronno, Biegno, Bisuschio, Bizzozero, Bobbiate, Bodio Lomnago, Bogno, Bosco Valtravaglia, Brebbia, Bregano, Brenno Useria, Brenta, Brezzo di Bedero, Brinzio, Brissago, Brunello, Brusimpiano, Buguggiate, Cadegliano, Cadero con Graglio, Cadrezzate, Campagnano Veddasca, Cantello, Capolago, Capronno, Caravate, Cardana, Carnago, Caronno Corbellaro, Caronno Varesino, Casalzuigno, Casciago, Cassano Valcuvia, Castello Cabiaglio, Castelseprio, Castelveccana, Castiglione Olona, Castronno, Cavona, Cazzago Brabbia, Cellina, Cerro Lago Maggiore, Cittiglio, Clivio, Cocquio, Comabbio, Comerio, Cremenaga, Crosio della Valle, Cuasso al Monte, Cugliate, Cunardo, Curiglia con Monteviasco, Cuveglio, Cuvio, Daverio, Due Cossani, Dumenza, Duno, Fabiasco, Ferrera di Varese, Galliate Lombardo, Garabiolo, Gavirate, Gazzada, Gemonio, Germignaga, Gornate Olona, Gornate Superiore, Grantola, Gurone, Induno Olona, Ispra, Lavena Ponte Tresa, Laveno, Leggiuno, Lisanza, Lissago, Lonate Ceppino, Lozza, Lozzo, Luino, Luvinate, Maccagno Inferiore, Maccagno Superiore, Malgesso, Malnate, Marchirolo, Marzio, Masciago Primo, Masnago, Mercallo, Mesenzana,