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In chimica, il volume molare (Vm) è il volume occupato da una mole di una determinata sostanza.
Si può calcolare come rapporto tra il volume (V) e le moli (n) di una sostanza in esso contenuto, o come rapporto tra peso molecolare (M) o atomico di una sostanza e la sua densità (ρ).

L'unità di misura nel Sistema Internazionale è il metro cubo per mole (m3mol-1).
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Per un gas ideale, il volume molare standard è il volume occupato da una mole a temperatura e pressione standard (STP). Equivale a 0,022414 m3mol-1 o a 22,414 L/mol.
Tale valore si ricava sostituendo le coordinate termodinamiche STP nella equazione di stato dei gas perfetti:


, che risulta V = 0,02241399...m3
, si ricava che il volume molare è 22,41399...L, che viene usualmente approssimato a 22,414 LL'uniformità del volume molare nei vari gas è garantita dalla legge di Avogadro, che afferma che moli di gas diversi a condizioni standard (STP) occupano lo stesso volume. La legge di Avogadro si deriva dalla equazione di stato dei gas perfetti, in questa maniera:

Il secondo membro dell'equazione della legge di Avogadro è il numero di molecole fratto il volume, cioè la densità del gas, che rimane costante restando costanti pressione e temperatura (vedi primo membro).
Inoltre, sostituendo a V il volume molare (22,414L), si ottiene al posto di N il numero di Avogadro (6,022×1023), cioè il numero di molecole contenuto in una mole, o nel volume molare di un gas.
Il volume molare di un gas reale non è uguale per tutte le sostanze. Ad esempio elio e azoto hanno volume molare 22,4L, mentre l'anidride carbonica 22,26L e il cloro 22,99L.
Per le sostanze solide e liquide il volume molare è solitamente riferito alla temperatura di 298,15 K (ovvero 25°C).