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X-Men (fumetto) :

X-Men (fumetto)

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X-Men
Gli X-Men disegnati da David Finch
Gli X-Men disegnati da David Finch
Nome originale X-Men
Creato da
Editore Marvel Comics
Apparizione settembre 1963
1ª app. in X-Men n. 1
Editore it. Editoriale Corno
1ª apparizione it. 24 aprile 1973
app. it. in Capitan America n. 1
Formazione Gli X-Men sono divisi in varie squadre di composizione variabile
Formazione originale
Stato attuale Attivi
Base Xavier Institute for Higher Learning
Marvel Comics
Personaggi dei fumetti e dell'animazione (uso del template)

Gli X-Men sono un gruppo di supereroi mutanti che danno il titolo a varie serie a fumetti edite dall'editore statunitense Marvel Comics.

Il primo albo della prima collana degli X-Men dal titolo X-Men (prima serie),[1] dal n. 114 (ottobre 1978) divenuta poi Uncanny X-Men, è uscito nel settembre 1963, prodotto da una collaborazione fra Stan Lee (testi) e Jack Kirby (disegni), team creativo che aveva già dato vita ai Fantastici Quattro e a Hulk. I protagonisti della storia erano cinque adolescenti portatori di una particolare mutazione (gene X) nel DNA che li dotava di straordinarie facoltà, come quella di leggere nel pensiero o di volare. I creatori della serie hanno ripreso l'idea alla base della Doom Patrol, gruppo della concorrente DC Comics: i protagonisti di questa serie sono tre giovani che a causa dei loro superpoteri non erano più bene accetti dal mondo, come i giovani mutanti; il gruppo era guidato da Niles Caudler, ingegnere senza più l'uso delle gambe e costretto a muoversi su una sedia a rotelle, come Charles Xavier, mentore degli X-Men.

Stan Lee abbassa l'età media del gruppo, composto per lo più da adolescenti, e sostituisce ai poteri ottenuti tramite incredibili incidenti dei poteri ereditari, dovuti ad anomalie genetiche, le mutazioni. Alla base di queste modifiche c'è l'idea che i mutanti siano come gli adolescenti: si trovano in un mondo che non li accetta mentre il loro corpo e il loro fisico sono soggetti a trasformazioni che non riescono a comprendere. Il tempo premiò la scelta di Lee: gli X-Men ebbero molto più successo della Doom Patrol.

In origine Stan Lee avrebbe voluto chiamare il fumetto "I Mutanti", ma gli fu risposto: «Chi sa cosa sono i "mutanti"?» Allora venne scelto il titolo "X-Men". La X del titolo sarà poi ripresa dai vari gruppi mutanti formatisi successivamente: X-Factor, X-Force, EXcalibur, X-Treme X-Men e altri ancora.

I temi centrale nel fumetto, almeno per i primi anni, sono la paura della diversità, l'odio e la discriminazione; il primo nemico degli X-Men, Magneto, oltre ad essere un mutante è ebreo ed ha trascorso alcuni anni della sua infanzia in un campo di concentramento dove ha visto morire i genitori, vittime della discriminazione che ora colpisce lui e la sua specie, definita Homo superior da Magneto stesso e da alcuni scienziati. Negli anni il fumetto perse consensi, fin quando non si decise il rilancio del team nel maggio 1975, ad opera di Chris Claremont: l'autore, sfruttando i punti forti creati da Stan Lee e dai suoi successori ed aggiungendo elementi nuovi, come relazioni amorose e approfondimenti psicologici, riuscì a far avere un enorme successo alla collana mutante, che diventò quasi da subito una delle più vendute opere targate Marvel. Col tempo si aggiunsero nuovi personaggi e nuove collane alla "famiglia mutante", alcune delle quali continuano tuttora.

Oggi gli X-Men non hanno più il successo degli anni settanta-ottanta, ma sono ancora tra le serie più vendute, grazie anche alla produzione dei tre film e di vari videogiochi.

Indice

[modifica] Storia del team

[modifica] Gli anni '60: il gruppo originario

La copertina di X-Men #1, con il team originario.

Il gruppo originario venne riunito dal professor Charles Xavier, telepate, detto Professor X, presso la sua tenuta al 1407 di Graymalkin Lane a Salem Center, città della Contea di Westchester, per essere addestrato nell'uso dei propri poteri.

Era formato da:

In un secondo momento si aggiunsero al gruppo:

Lee e Kirby lavorarono sulla serie da loro creata per tre anni, introducendo personaggi come Magneto, Scarlet, Quicksilver e Toad, della Confraternita dei mutanti malvagi: i due lasciarono la serie nel 1966, sostituiti da Roy Thomas e Werner Roth, che lasciarono pochi anni dopo. Vari artisti, tra cui Jim Steranko e Barry Windsor-Smith, si alternarono ai disegni senza che ci fosse uno scrittore regolare, fin quando nel 1969 tornò ai testi Roy Thomas per i disegni di Neal Adams. Con l'arrivo del nuovo team creativo regolare le vendite aumentarono, ma era troppo tardi: la Marvel aveva già deciso di chiudere la serie. La produzione di nuove storie terminò con il numero 66 del 1969 e la testata degli X-Men cominciò la ristampa delle vecchie storie, mentre i personaggi comparivano in altre serie, soprattutto l'Uomo Ghiaccio, la Bestia (che proprio in una di queste avventure comincia ad essere una bestia vera e propria, in seguito all'assunzione di un prodotto sperimentale) e il Professor X.

[modifica] Gli anni '70: la seconda genesi

La copertina di Giant Size X-Men #1, con il nuovo team.

Nonostante non venissero prodotte da tempo nuove storie, la testata degli X-Men vendeva bene agli inizi degli anni settanta, e i mutanti apparivano frequentemente in serie come Avengers e Amazing Spider-Man. La Marvel decise di dare una nuova possibilità al gruppo di mutanti nel 1975, per mano degli autori Len Wein e Dave Cockrum, che produssero un numero speciale, Giant Size X-Men n. 1. Per questo rilancio, i due autori decisero di approfondire la problematica della "differenza" - argomento portante della serie fin dagli esordi - sostituendo agli adolescenti un gruppo di mutanti adulti provenienti da parti diverse del mondo. Soprattutto questo secondo aspetto fu importante: erano stati introdotti personaggi di etnie diverse e con culture diverse. Era quasi ironico che i protagonisti dei primi numeri di una serie sulla diversità fossero tutti modellati sul modello del supereroe tradizionale e dalle caratteristiche tipiche del WASP, il «tipico» bianco anglosassone protestante.

I componenti di questo gruppo di X-Men "Tutti nuovi, tutti differenti" (come recitava lo strillo nella copertina del primo numero del nuovo corso) erano:

Curiosità: nella prima edizione italiana il nome di Nightcrawler venne tradotto "Lombrico".

Giant Size X-Men n.1 racconta come il nuovo gruppo salva il vecchio gruppo, prigioniero sull'isola vivente di Krakoa. Al termine del numero i vecchi membri lasciano la scuola tranne Jean Grey e il fidanzato Ciclope, che diventa il leader del nuovo team.

Il numero speciale ebbe notevole successo, e col numero 94 la testata X-Men terminò di ristampare vecchie storie e riprese a narrare le nuove avventure degli X-Men, per mano di Chris Claremont e Dave Cockrum, sostituito successivamente ai disegni da John Byrne. Il duo Claremont-Byrne creò alcuni degli archi narrativi più famosi della serie, come "La saga di Fenice Nera" e "Giorni di un futuro passato", "Inferno". Inoltre Claremont introduce sin dall'inizio nuovi membri nel team, tra cui:

Byrne, co-autore di molte storie, abbandona la serie nel 1981 desideroso di maggiore spazio nella creazione delle storie (diventa scrittore e disegnatore regolare dei Fantastici quattro); Claremont rimarrà lo scrittore di Uncanny X-Men (nuovo nome adottato poco dopo la cosiddetta "Seconda Genesi") e di altre testate legate al mondo mutante come Excalibur e X-Factor fino al 1991, anno in cui abbandona la Marvel a causa di divergenze con l'editor Bob Harras.

[modifica] Gli anni '80: la sovraesposizione

La copertina di uno dei numeri della famosa Saga di Fenice Nera

Negli anni ottanta la serie vive il suo periodo d'oro. Claremont è apprezzato dai fan e dalla critica per il suo modo di scrivere, per il modo in cui approfondisce la psicologia dei personaggi e per gli elementi soapoperistici che introduce (parenti scomparsi e ritrovati, amori impossibili e sofferti, tradimenti e intrighi), affiancato da artisti del calibro di Paul Smith, John Romita Jr., Mark Silvestri e Jim Lee.

In questi anni Claremont mostra una formazione di X-Men tutta nuova:

a questi si aggiungo in seguito anche:

Spinto dal volere della Marvel di produrre nuove serie di quasi sicuro successo con protagonisti personaggi mutanti, nel corso degli anni Claremont crea due nuove testate: New Mutants nel 1983, che riprende la tematica dei primi numeri degli X-Men, coinvolgendo un team tutto nuovo di adolescenti alle prese con i loro nuovi poteri, e Excalibur co-creato col disegnatore Alan Davis nel 1988, serie ambientata in Inghilterra che coinvolge una squadra formata da alcuni membri degli X-Men e da mutanti inglesi. Prende poi le redini di X-Factor, un team formato dai primi cinque X-Men che si adoperava per reinserire mutanti problematici all'interno della società. La creazione di tutte queste serie parallele, tutte gestite da Claremont, rese più complesso ma anche più affascinante l'intero universo mutante, trasformandolo in un vero e proprio franchise.

Sfruttando le sottili connessioni tra le varie serie, Claremont, conosciuto per le "trame a lunga gittata" che crea, produce ogni anno grandi crossover tra le testate (detti anche X-Over con richiamo alla X del titolo delle serie), tra cui: La caduta dei mutanti, Inferno e Il massacro mutante, che riprendono alcune sottotrame costruite da Claremont nei vari anni nelle testate da lui gestite, mostrandone gli effetti e coinvolgendo le varie serie per alcuni numeri. Uno dei crossover più importanti è La caduta dei mutanti, al termine del quale gli X-Men muoiono e risorgono in Australia, dove rimangono per un certo periodo prima di riunirsi ai compagni di X-Factor, che li credevano morti. Nel 1989 la pubblicazione della testata divenne bimestrale, permettendo a Claremont di scrivere trame collegate che coinvolgevano un gran numero di X-Men.

Al termine degli anni '80 il rilancio degli X-Men si era rivelata una operazione perfettamente riuscita: il fumetto ora era un blockbuster sempre in cima alle classifiche di vendita, allegramente.

[modifica] Gli anni '90: il dopo-Claremont

L'evento più importante per gli X-Men dopo il rilancio del 1975 è l'abbandono di Chris Claremont nel 1991, per divergenze creative soprattutto con l'editor in chief Bob Harras, che spesso era intervenuto per modificare le trame di alcune storie e di intere maxisaghe. Claremont lascia in occasione del lancio della nuova testata, X-Men, di cui scrive i primi tre numeri, suo "testamento spirituale" dopo sedici anni alle redini dell'universo mutante. Per lanciare la nuova testata venne letteralmente azzerta X-Factor (che vide protagonista della testata un gruppo totalmente nuovo capitanato da Havok), per farne rientrare i membri tra gli X-Men e giustificare quindi la divisione in due squadre distinte che sarebbero state protagoniste delle due serie:

la tripla copertina del primo numero della nuova testata mutante.

la "squadra oro" di Uncanny X-Men, composta da:

la "squadra blu" di X-Men, composta da:

mentre il Professor X, Jubilee, Banshee e Forge sarebbero rimasti alla base a gestire le operazioni. A guidare le due serie sarebbero rimasti Fabian Nicieza e Jim Lee, quest'ultimo ne avrebbe anche curato le illustrazioni insieme a Whilce Portacio. Nel 1992 Lee e Portacio se ne andarono per formare la Image Comics, e Uncanny X-Men fu affidata a Scott Lobdell e Joe Madureira, mentre X-Men a Fabian Nicieza e Andy Kubert. Nicieza lasciò nel 1995, e Lobdell rimase scrittore regolare delle due serie fino al 1997, quando venne sostituito da due giovani autori, Steven T. Seagle e Joe Kelly, a cui successe Alan Davis nel 1999. In questi anni, in cui lo stesso autore scriveva sulle due testate, Uncanny X-Men e X-Men funzionarono come un unico fumetto bi-settimanale: spesso un'unica storia proseguiva direttamente dal numero di una testata al successivo dell'altra.

Durante la gestione di Lobdell gli X-Men continuarono ad incrementare le loro vendite, ed ogni mese venivano lanciate nuova miniserie e maxiserie legate all'universo mutante, tutte spesso destinate ad avere poca fortuna (come le serie in singolo di Alfiere); vennero inoltre creati molti nuovi personaggi, quasi tutti presto dimenticati (Cecilia Reyes, Joseph, Marrow, Maggot), ad eccezione di qualcuno che invece ebbe successo, come Gambit e Jubilee. Molti crossover continuarono ad essere prodotti, spesso nel periodo estivo, come la maxisaga L'era di Apocalisse, Onslaught e Operazione: Zero Tolerance.


[modifica] Il 2000: un continuo rilancio

Dopo i fasti degli anni ottanta e novanta, gli X-Men nel 2000 non realizzavano più grandi vendite. Diversi autori si erano susseguiti, ognuno con un approccio diverso alla serie, erano state lanciate diverse miniserie di scarso successo e i lettori puntavano su altri generi di fumetti. Era necessario operare un serio rilancio sulle testate mutanti, che la Marvel sperava di compiere aiutata da Claremont, appena tornato.

[modifica] Revolution

L'evento Revolution avrebbe dovuto coinvolgere quasi tutte le testate mutanti, che avrebbero avuto un gap di sei mesi tra due numeri consecutivi; questo doveva permettere allo scrittore di ripartire da zero sulle due serie principali che avrebbe scritto, potendo spiegare solo in seguito che cosa era successo nei sei mesi che non erano stati raccontati. Claremont riprese i suoi personaggi e li divise in due squadre distinte, inserendo due nuovi personaggi: Tessa, una misteriosa donna che aveva fatto parte del Club Infernale, e un nuovo Thunderbird, Neal Sharra.

Claremont però si attardò nello spiegare i fatti intercorsi nei sei mesi non raccontati, volendo probabilmente rivelare tutto col tempo (ad esempio, il perché Jean Grey e Psylocke si erano scambiate i poteri), ma dovette modificare i suoi piani perché gli fu imposto di riunire i due team in modo da rendere accessibile la serie a chi avesse voluto avvicinarvisi dopo aver visto il film, uscito proprio nel 2000; inoltre si trovò a dover scrivere la storyline La fine del sogno e dovette dedicare alcuni numeri al tie-in di un nuovo crossover, Maximum Security, perdendo di fatto la possibilità di portare la serie dove avrebbe voluto.

[modifica] Cambio di team creativi

Poco dopo l'operazione Revolution, l'editore capo Bob Harras venne sostituito da Joe Quesada, che aveva altri progetti per l'universo-X: vennero chiuse molte serie e ne vennero lanciate altre, tra cui Weapon X, Exiles e una nuova serie dedicata a X-Force, che poi sarebbe diventata X-Statix. A Claremont fu proposta di scegliere di scrivere una sola delle due serie maggiori, adattando le sue trame a quelle dell'autore dell'altra, o di gestire una nuova testata, con protagonisti degli X-Men lontani dalla scuola di Xavier. Claremont scelse la terza opzione, e così nacque X-Treme X-Men, disegnato per i primi 24 numeri da Salvador Larroca e poi da Igor Kordey; Uncanny X-Men fu affidata a Joe Casey, mentre X-Men a Grant Morrison per i disegni di Frank Quitely, diventando New X-Men.

I team delle tre testate erano così suddivisi: X-Treme X-Men:

a cui poi si aggiungono vari personaggi, vecchi e nuovi, tra cui Gambit, Shadowcat, Lifeguard (capace di adattare il suo corpo in condizioni di pericolo) e Slipstream (teleporta).

New X-Men:

Uncanny X-Men

Casey rimase poco più di un anno su Uncanny: venne presto sostituito da Chuck Austen, che sarebbe rimasto sulla testata per tre anni, dal 2002 al 2004, enfatizzando soprattutto le sottotrame romantiche. New X-Men di Morrison ebbe un'ottima risposta di pubblico, complici anche le trame provocatorie e fuori dallo schema tradizionale degli uomini-X; parallelamente anche X-Treme X-Men di Claremont vendeva molto bene, grazie alla fama dello scrittore e a trame approfondite e più tradizionali.

Moltissime novità furono introdotte da Morrison nella serie da lui gestita: una delle maggiori fu l'abbandono dei costumi tradizionali in favore di uniformi in kevlar, quasi militaresche. La trasformazione fu proposta dall'autore, per dare un tono più realistico alle serie e segnare una rottura col passato. Inoltre, Morrison rivela per bocca di Bestia che il genere umano è destinato ad estinguersi nel corso di qualche decade, per lasciare spazio alla sempre crescente popolazione mutante.

Un'importante cambiamento avviene anche al termine del primo ciclo di storie: Xavier rivela in diretta televisiva di essere un mutante, e la scuola viene aperta a tutti i giovani mutanti che la vogliano frequentare. La rivelazione dell'esistenza di una "scuola per mutanti" modifica gli scenari della Villa di Xavier, che diventa a tutti gli effetti una scuola piena di giovani dotati dei poteri più disparati, e fornisce una cornice alla seconda incarnazione di New Mutants, lanciata nel 2003: la serie, scritta dai coniugi Nunzio DeFilippis e Christina Weir, ha per protagonisti alcuni dei nuovi studenti dell'istituto e gli ex membri dei primi Nuovi Mutanti, come Danielle "Dani" Moonstar, Shan "Karma" Coy e Rahne "Wolfsbane" Sinclair, e che ora insegnano ai ragazzi.

Nel 2001 fu lanciata anche la serie Ultimate X-Men che narrava le vicende dei giovani adolescenti mutanti (tra cui Jean Grey, Ciclope, Tempesta, Bestia e l'Uomo Ghiaccio) in un altro universo, il cosiddetto Universo Ultimate, affiancandosi a Ultimate Spider-Man e Ultimates. La serie, scritta da Mark Millar e disegnati dai fratelli Kubert, Andy e Adam, fu subito un grande successo e propone ancora oggi reinterpretazioni di saghe e personaggi classici sotto una nuova luce.

[modifica] X-Men ReLoad

Nel 2004 Grant Morrison lascia la Marvel per passare alla DC Comics dopo aver scritto due saghe catastrofiche in cui Magneto, apparentemente morto nel primo numero, ritorna, distrugge la scuola e uccide Jean Grey, per poi essere ucciso da Wolverine. Quesada ne approfitta, decidendo che è il momento di un nuovo rilancio per le serie dell'universo mutante, che non vendono quanto dovrebbero.

Nasce così X-Men ReLoad, che corrisponde, come era stato per Revolution, ad un cambio di team creativi sulle varie testate: X-Treme X-Men chiude e Claremont torna su Uncanny X-Men affiancato da Alan Davis, Chuck Austen passa insieme a Larroca su New X-Men, che torna ad essere X-Men poco tempo dopo (Austen viene poi sostituito da Peter Milligan nel 2005); nasce la nuova testata Astonishing X-Men, sceneggiata dal famoso produttore e regista televisivo Joss Whedon e disegnata da John Cassaday, per mantenere tre serie mutanti dopo la chiusura di X-Treme; sulla testata di Wolverine arrivano Mark Millar e John Romita Jr..

Con questo nuovo rilancio gli X-Men tornano ai vecchi costumi, in alcuni casi ridisegnati per l'occasione, come quello di Tempesta, Alfiere e Rachel Summers. Le squadre vengono X-Men così suddivise:

Il team "di casa" degli X-Men:

Il team di Tempesta, alloggiato nella stalla, gli Uncanny X-Men:

Il team "ufficiale" degli X-Men, quasi tutti anche insegnanti:

Wolverine, oltre a far parte di tutte le tre squadre, entra a far parte del team dei Nuovi Vendicatori, formatisi dopo gli eventi di Vendicatori divisi dalle ceneri del vecchio gruppo di eroi. L'unico autore a dar peso a questo evento è Claremont, che lo esclude dalle sue trame (lasciandone così alcune in sospeso), mentre nelle altre testate continua ad apparire regolarmente, apparentemente dividendosi tra il ruolo di eroe, professore e inquilino sia della Torre dei Vendicatori che della villa di Xavier.

A differenza di ciò che era stato nel corso degli anni '90, le tre serie sono totalmente indipendenti l'una dall'altra, e spesso questo porta a palesi incongruenze e contraddizioni tra le varie testate: nello stesso mese si può ritrovare un X-Men ferito gravemente in una delle serie e vederlo invece combattere un nemico in un'altra.

Il ReLoad fornisce l'occasione per lanciare anche nuove serie, come New X-Men: Academy X, nuova incarnazione di New Mutants con protagonisti i giovani studenti della scuola, District X, che narra le vicende di Alfiere nel distretto mutante della città di New York, e l'effimera Excalibur, durata meno di quindici numeri, in cui Claremont avrebbe voluto narrare la ricostruzione di Genosha ad opera di un manipolo di mutanti guidati da Xavier e da un redivivo Magneto; l'autore dovette abbandonare i suoi piani quando la testata viene coinvolta nel crossover estivo del 2005, House of M, scritto da Brian Bendis. La maxisaga coinvolge Scarlet, Quiksilver e Magneto, e racconta di come la strega crei un mondo in cui la specie mutante domina sugli umani, sotto la guida della famiglia reale di Magneto; la saga si conclude con la rottura dell'illusione e la frase «Basta mutanti» pronunciata dalla donna, che porta direttamente al nuovo, ulteriore, rilancio dell'universo mutante.

[modifica] Decimation

Per approfondire, vedi le voci Decimation e House of M.

La fine del crossover House of M porta ad un nuovo sconvolgimento dell'universo mutante: per volere di Scarlet, che ha il potere di alterare le probabilità, quasi tutta la popolazione mutante perde il gene X nel corredo genetico, col risultato che al mondo rimangono soltanto 198 mutanti (numero che aumenta poi nel corso dei mesi quando vari personaggi riacquisiscono in vari modi i loro poteri). L'operazione Decimation fu reputata necessaria perché il numero di mutanti nelle varie testate aveva raggiunto un numero troppo elevato, e riportava i mutanti allo status quo di reietti, temuti e discriminati dalla nuovamente dominante specie umana. Uno dei personaggi più importanti a perdere l'uso dei suoi poteri è proprio il Professor Xavier, che scompare dopo l'M Day.

Molte serie vengono chiuse, altre rilanciate, come la nuova X-Factor di Peter David, con protagonista l'Uomo Multiplo, Jamie Madrox, e New Excalibur di Chris Claremont, con protagonisti Capitan Bretagna, Sage e il loro team inglese. Vengono lanciate anche alcune miniserie, come Generation M, che racconta attraverso gli occhi della giornalista Sally Floyd il destino dei mutanti che hanno perso i loro poteri, X-Men: The 198, che racconta dei mutanti rimasti confinati dal governo nell'istituto, e X-Men: Deadly Genesis, che rivela che Xavier aveva assemblato un altro team per salvare i suoi allievi prima di quello presentato in Giant Size X-Men n. 1: questa squadra però aveva fallito la missione e tutti i membri erano morti. La rivelazione è fatta da Vulcan, il terzo fratello Summers che riprende vita grazie all'energia liberata dai mutanti che hanno perso i loro poteri nell'M Day.

[modifica] Civil War

Per approfondire, vedi la voce Civil War.

Nel febbraio 2006 comincia Civil War, un nuovo importante crossover, che coinvolge l'intero universo Marvel, riprendendo una tematica che per anni era stata affrontata nelle testate mutanti: il problema della registrazione di esseri con superpoteri. Già Claremont aveva affrontato questo tema in molte delle sue storie, ma Civil War aumenta il raggio d'azione ed espande il tema della registrazione dai mutanti a tutti gli esseri con superpoteri.

Nascono quindi due fazioni all'interno della comunità di superumani, una pro-registrazione guidata da Iron Man e una contraria, guidata da Capitan America. Gli X-Men si dichiarano neutrali, anche se segretamente si schierano contro la registrazione. Dei mutanti, solo Alfiere collabora col governo, mentre Cable compare nel gruppo dei cosiddetti "Vendicatori segreti" di Capitan America e lotta contro i superumani pro-registrazione capeggiati da Iron Man.

L'importanza data alle testate mutanti è scarsa nel corso della maxisaga, e quasi tutte ne rimangono estranee: esce soltanto una miniserie di quattro numeri, Civil War: X-Men che è essenzialmente un prosieguo della mini X-Men: The 198, dello stesso autore, David Hine. Nella mini si racconta di come alcuni membri di X-Force cerchino di far fuggire i 198 dallo Xavier Institute, provocando le ire del Governo e delle sentinelle a guardia della scuola, e costringendo Alfiere a chiedere aiuto ai militari.

All'interno di Civil War si registra un altro importante evento: il matrimonio di Ororo Munroe con Pantera Nera. A detta degli editor americani l'evento era funzionale ad attrarre il pubblico femminile e quello afroamericano e porta notevoli cambiamenti nella vita del personaggio: Tempesta lascia gli X-Men per rimanere in Wakanda a fianco del marito, e successivamente si unisce ai Fantastici Quattro dopo che Sue Storm e Reed Richards hanno lasciato temporaneamente il gruppo.

[modifica] After Decimation

Al termine del 2006 vengono nuovamente rinnovati i team creativi delle due testate. Milligan termina il suo ciclo con una storia su Apocalisse e viene sostituito da Mike Carey, già autore di Ultimate Fantastic Four, mentre Chris Claremont viene sostituito da Ed Brubaker, già autore di Daredevil, e X-Men Deadly Genesis. Claremont, che avrebbe comunque lasciato il posto, non può terminare le ultime due storie a causa di problemi cardiaci che lo costringono al riposo forzato: Tony Bedard termina per lui l'ultimo ciclo di storie su Uncanny X-Men prima dell'arrivo di Brubaker, mentre Frank Tieri lo sostituisce a lungo su New Excalibur, fin quando l'autore ricomincia a lavorare.

Sia Brubaker che Carey rinnovano profondamente le due squadre, così suddivise:

Composizione squadra: Professor X, Havok, Marvel Girl, Nightcrawler, Polaris, Warpath, Darwin

Composizione squadra: Rogue, Cable, Cannonball, Uomo Ghiaccio, Lady Mastermind, Mystica, Sabretooth, Sentinella Omega.

Composizione squadra: Surge, Satiro, X-23, Rockslide, Dust, Mercury, Elixir.

[modifica] Pubblicazioni

[modifica] In USA

Sono attualmente tre le testate principali in cui compare il team:

Vi sono poi altre serie direttamente collegate al mondo mutante:

Esiste poi Ultimate X-Men, appartenente all'universo Ultimate (versione alternativa del Marvel Universe).

Nel corso degli anni molti membri o ex-membri del gruppo si sono guadagnati una testata personale; in quasi tutti i casi, eccezion fatta per Wolverine, la testata è rimasta in vita per 12/24 numeri, per poi chiudere. Ci sono inoltre moltissimi gruppi satellite degli X-Men o in qualche modo collegati che vantano una loro serie. Attualmente, due importanti membri degli X-Men fanno parte di altrettanto importanti supergruppi: Tempesta, che milita nei Fantastici Quattro col marito Pantera Nera, e Wolverine, membro dei Nuovi Vendicatori.

[modifica] In Italia

Fino al 1989, le serie degli X-Men furono pubblicate in appendice ad altre collane, come L'Uomo Ragno (Star Comics).

Successivamente, la Play Press decise di pubblicare una testata personale di Wolverine (con, in appendice, le avventure di Excalibur) e, pochi mesi dopo (nel 1990), la Star Comics iniziò a pubblicare una testata (Gli Incredibili X-Men) dedicata esclusivamente al gruppo mutante.

Con la nascita, nel 1994 di Marvel Italia, le due testate cominciarono ad essere pubblicate sotto la nuova etichetta. Nel 1995 nasce poi X-Men Deluxe, contenitore delle varie serie speciali pubblicate in America. La Panini Comics dedica ad oggi 3 testate regolari agli X-Men:

a queste si affiancano molte iniziative speciali, come volumi e serie limitate.

[modifica] Altri media

[modifica] Cinema

Per approfondire, vedi le voci X-Men (film), X-Men 2 e X-Men: Conflitto finale.

Gli X-Men sono protagonisti di tre film: X-Men (2000), X-Men 2 (2003), entrambi diretti da Bryan Singer, e X-Men: Conflitto Finale (2006) diretto da Brett Ratner.

Sono in lavorazione uno spin off su Wolverine e uno su Magneto.

[modifica] Cartoni animati

[modifica] Videogiochi

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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